Ho acquistato la mia nuova macchina caffè superautomatica De’Longhi con macinacaffè integrato e devo dire che è stata una delle scelte più soddisfacenti degli ultimi anni.
Non è la prima volta che scelgo questo tipo di macchina.
La mia macchina precedente, sempre De’Longhi, è durata quasi dieci anni di utilizzo quotidiano.
L’ho sostituita solo perché si è rotta — e non ho avuto un momento di esitazione nello scegliere di nuovo lo stesso brand e lo stesso tipo di prodotto.
In questo articolo ti racconto la mia esperienza, perché ho abbandonato le cialde e perché questa scelta ha senso anche per te, soprattutto se lavori in uno studio di progettazione.
Indice
- La mia storia con le macchine a chicchi
- Perché ho abbandonato le cialde
- Il caffè macinato fresco: una differenza che si sente davvero
- Il risparmio economico: dipende da cosa metti nella macchina
- L’impatto ambientale che non si vede (ma c’è)
- Perché è perfetta in uno studio di progettazione
- La mia conclusione
La mia storia con le macchine a chicchi
Ho iniziato a usare le macchine superautomatiche diversi anni fa, quando ho capito che il caffè da ufficio meritava lo stesso rispetto di quello al bar.
La prima De’Longhi che ho acquistato ha resistito circa dieci anni.
Dieci anni di espresso ogni mattina senza un problema degno di nota.
Quando si è rotta, la scelta del sostituto è stata immediata: stessa marca, stessa filosofia, tecnologia aggiornata.
Questa nuova macchina caffè superautomatica De’Longhi porta con sé tutto quello che apprezzavo della precedente, più alcune funzioni che rendono l’esperienza ancora più piacevole: display touch, 13 livelli di macinatura, profili utente personalizzabili e un sistema che adatta automaticamente le impostazioni al tipo di chicco.

De’Longhi Rivelia
Marchio
De’Longhi
Capacità
1,4 Litri
Dimensioni del prodotto
19P x 25l x 34H cm
Perché ho abbandonato le cialde
Prima di passare ai chicchi, anche io usavo le cialde.
Erano comode, veloci, non richiedevano nessuna attenzione.
Ma nel tempo ho capito che quella comodità aveva un prezzo — e non parlo solo di quello economico.
Tre ragioni mi hanno convinto a cambiare:
- la qualità del caffè,
- l’impatto ambientale,
- il costo nel tempo.
Da quando sono passato ai grani, non ho mai avuto la minima nostalgia delle cialde.
È stata una di quelle scelte che, guardandola a distanza, ti chiedi solo perché non l’hai fatta prima.

Il caffè macinato fresco: una differenza che si sente davvero
Questo è il punto che cambia tutto, e che nessuna cialda può replicare.
Il caffè contiene centinaia di composti aromatici volatili che si disperdono rapidamente dopo la macinatura.
Una cialda — per quanto confezionata sottovuoto — contiene caffè macinato settimane o mesi prima che tu la apra.
Con la macchina superautomatica De’Longhi, ogni espresso parte da chicchi macinati al momento.
Il risultato è un caffè più profumato, con più corpo, con una crema densa e persistente.
Non è una questione di snobismo: è chimica.
E la differenza si percepisce chiaramente dal primo sorso, anche se non sei un esperto di caffè.
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Il risparmio economico: dipende da cosa metti nella macchina
Sul risparmio economico vale la pena essere onesti, perché non è uguale per tutti.
Io utilizzo il caffè Illy Etiopia in grani, un prodotto premium che al kg costa intorno ai 34€ (a luglio 2026).
A 7 grammi per tazza, il costo per espresso si aggira sui 0,20-0,24€ — sostanzialmente in linea con le capsule di fascia media.
In questo caso non scelgo i grani per risparmiare: scelgo per la qualità e per l’ambiente.
Il discorso cambia se scegli un blend di fascia media, che puoi trovare anche a 10-15€ al kg.
In quel caso il costo scende a 0,07-0,11€ a tazza, e il risparmio rispetto alle capsule diventa concreto e misurabile nel tempo.
La macchina a chicchi ti dà questa flessibilità: puoi scegliere il caffè che preferisci, in base al tuo gusto e al tuo budget.
L’impatto ambientale che non si vede (ma c’è)
Le cialde e le capsule generano una quantità enorme di rifiuti difficili da smaltire.
Plastica, alluminio, materiali compositi: raramente vengono riciclati in modo efficace.
In Italia vengono consumate miliardi di capsule ogni anno.
Con il caffè in grani, l’unico “rifiuto” è il fondo di caffè esausto.
Puoi riutilizzarlo come fertilizzante naturale per le piante, come deodorante per ambienti o in altri modi (basta fare una veloce ricerca e si trova un pò di tutto).
È un piccolo gesto quotidiano, ma sommato nel tempo fa una differenza concreta.
Per me era diventato difficile ignorare quella montagna di capsule da buttare ogni settimana.
Perché è perfetta in uno studio di progettazione
Uno studio professionale ha esigenze precise: velocità, affidabilità, semplicità d’uso.
Questa macchina le soddisfa tutte.
Il display touch da 3,5″ è intuitivo — chiunque in studio può preparare il proprio caffè senza nessuna spiegazione.
I profili utente memorizzabili permettono a ogni collaboratore di salvare le proprie preferenze: intensità, quantità, temperatura.
Quando arrivano i clienti, offrire un espresso di qualità è un dettaglio che non passa inosservato.
Non è un lusso: è cura del dettaglio professionale, la stessa che metti nei tuoi progetti.
E il montalatte integrato fa egregiamente il suo lavoro per chi preferisce un cappuccino a metà mattina.
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La mia conclusione
La macchina caffè superautomatica De’Longhi con macinacaffè integrato è uno di quegli acquisti che non rimpiangi.
La mia esperienza decennale con il modello precedente me lo conferma: sono prodotti che durano, che lavorano bene ogni giorno e che migliorano la qualità della vita in studio.
Se stai ancora usando le cialde per abitudine, ti invito a fare il confronto.
Non solo per la qualità del caffè — che è davvero un’altra cosa — ma anche per il risparmio economico e per l’impatto ambientale.
A volte la scelta migliore è anche quella più semplice.
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De’Longhi Rivelia
Marchio
De’Longhi
Capacità
1,4 Litri
Dimensioni del prodotto
19P x 25l x 34H cm
