Il BIM obbligatorio negli appalti pubblici è diventato realtà dal 1° gennaio 2025.
Se lavori con la pubblica amministrazione o partecipi a gare d’appalto, questa è una notizia che cambia le regole del gioco.
Non si tratta di una semplice raccomandazione, ma di un obbligo di legge.
Vale per tutte le opere pubbliche con un valore stimato superiore a 2 milioni di euro.
Indice
Cosa dice la legge sul BIM obbligatorio
Il riferimento normativo è l’articolo 43 del Decreto Legislativo 36/2023, il nuovo Codice degli Appalti.
È stato poi integrato dal Decreto Correttivo 209/2024 e dalla relativa Allegato I.9.
Questa norma stabilisce in modo chiaro:
- Le pubbliche amministrazioni devono adottare metodi digitali di gestione delle informazioni.
- L’obbligo riguarda le opere di nuova realizzazione con valore stimato superiore ai 2 milioni di euro.
- La data di entrata in vigore è il 1° gennaio 2025.
Se segui il mondo degli appalti pubblici, sai quanto sia significativo questo passaggio.
Il BIM smette di essere un’opzione e diventa un requisito.
Cos’è la Gestione Informativa Digitale (GID)
La legge non usa solo il termine “BIM“, ma introduce il concetto di GID – Gestione Informativa Digitale.
In pratica, è la stessa cosa descritta con un linguaggio più neutro e normativo.
La GID è definita come:
“un insieme di tecnologie, processi e metodologie abilitati dalla definizione dei requisiti informativi e dalla modellazione dei dati”
In parole semplici: è il modo strutturato di creare, condividere e gestire le informazioni di un progetto durante tutto il suo ciclo di vita.
Dalla progettazione alla costruzione, fino alla gestione e manutenzione dell’opera.
Questo approccio è esattamente quello che chi usa Archicad conosce bene da anni.
Gli obblighi concreti per le stazioni appaltanti
Adeguarsi al BIM obbligatorio negli appalti non significa solo usare un software.
Le stazioni appaltanti devono mettere in campo una serie di azioni concrete.
Ecco cosa prevede la norma:
- Struttura organizzativa: definire ruoli come il BIM Manager, il BIM Coordinator e il CDE Manager
- Formazione del personale: avviare programmi di aggiornamento professionale sul BIM
- Hardware e software: pianificare l’acquisizione e la manutenzione degli strumenti necessari
- ACDat (Ambiente di Condivisione dei Dati): adottare una piattaforma collaborativa per la gestione dei file di progetto
- Documentazione: redigere i Capitolati Informativi e i Piani di Gestione Informativa
Come vedi, non si tratta solo di “usare Archicad“.
È un cambio di processo che riguarda tutta l’organizzazione.
Leggi anche: A cosa serve il BIM nel settore edile: l’integrazione con Archicad
IFC e open standard: perché sono fondamentali
La norma è molto chiara su un punto: i sistemi utilizzati devono essere interoperabili.
Questo significa che i dati devono poter essere scambiati tra software diversi senza perdere informazioni.
Il formato richiesto è l’IFC (ISO 16739), lo standard aperto del BIM.
Archicad supporta nativamente l’IFC da molti anni, il che lo rende uno strumento perfettamente allineato con questi requisiti.
Il legislatore ha voluto evitare situazioni di vendor lock-in: nessuna pubblica amministrazione deve essere vincolata a un unico fornitore di software.
I dati devono restare accessibili, portabili e riutilizzabili nel tempo.
Le eccezioni previste dalla norma
Non tutto rientra nell’obbligo.
La legge prevede alcune eccezioni importanti.
Sono esclusi dall’obbligo BIM:
- I lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria, a meno che l’opera originale non sia stata progettata con metodologia BIM.
Questa è una precisazione utile per chi si occupa di recupero e restauro.
Se l’edificio non ha una storia BIM, l’intervento di manutenzione non deve necessariamente essere in BIM.
Ma attenzione: se hai già un modello, devi mantenerlo e aggiornarlo.
I vantaggi economici per chi adotta il BIM
Adeguarsi al BIM obbligatorio negli appalti pubblici non è solo un costo.
La norma prevede anche incentivi economici interessanti.
L’articolo 45 del Codice degli Appalti stabilisce:
- +15% sugli incentivi per le funzioni tecniche delle amministrazioni che adottano la GID
- +10% sui compensi per i servizi di ingegneria e architettura collegati
Inoltre, chi presenta proposte volontarie di BIM nelle gare può ottenere punteggio aggiuntivo in fase di valutazione.
Le aree premiate includono: sostenibilità, tracciabilità dei materiali, sicurezza di cantiere e monitoraggio di tempi e costi.
Conclusioni
Il BIM non è più il futuro: è il presente.
Dal 1° gennaio 2025, il BIM obbligatorio negli appalti pubblici è una realtà normativa con cui tutti i professionisti devono fare i conti.
Se lavori con enti pubblici, studi di progettazione o imprese di costruzione, il momento di prepararsi è adesso.
Archicad ti mette già nelle condizioni giuste: supporto IFC nativo, workflow BIM consolidato, strumenti per la collaborazione e la gestione delle informazioni.
