Nel panorama dell’architettura digitale, l’estate rappresenta spesso un momento di bilanci e riflessioni. È in questo spirito che sono stato ospite del podcast Snap – Architettura imperfetta, condotto da Roberto Marin, per parlare di un tema fondamentale per chi lavora in BIM con Archicad: gli standard di studio.
Abbiamo condiviso un caffè virtuale e chiacchierato a cuore aperto di pratica quotidiana, organizzazione, letture estive e di come piccoli accorgimenti possano trasformare il modo in cui progettiamo. In questo articolo voglio ripercorrere i passaggi salienti di quella conversazione, nella speranza che possano esserti utili per il tuo lavoro quotidiano.
Indice
La corsa di fine Luglio (e perché andrebbe evitata)
Chi lavora nel settore dell’edilizia sa che luglio è spesso sinonimo di urgenze e scadenze impossibili.
Tutti vogliono “chiudere” prima di Agosto.
Ma la realtà è che raramente si tratta di una necessità reale.
Piuttosto, è un’abitudine consolidata che porta stress e, spesso, inefficienze.
Eppure, l’estate è anche un ottimo momento per fermarsi, fare il punto della situazione e impostare strategie per lavorare meglio nella seconda parte dell’anno.
Perché lo Standard di Studio è cruciale
Uno dei modi migliori per usare questo momento di pausa è lavorare sullo Standard di Studio.
Non si tratta di qualcosa che nasce con il BIM: già quando si disegnava a mano, esistevano convenzioni e regole condivise – dai Rapidograph ai normografi – per garantire uniformità grafica tra i collaboratori.
Nel mondo digitale, e ancora di più con Archicad, lo Standard di Studio si trasforma in un sistema complesso che comprende:
- regole di modellazione
- uso coerente dei Lucidi
- convenzioni sui Materiali
- nomenclature uniformi
- Layout predefiniti
- Preferiti ben impostati
In altre parole, è ciò che ti permette di lavorare bene, in modo organizzato e collaborativo, anche quando il team cresce o si modificano le modalità operative.
Leggi anche: Perché ogni studio che lavora in Archicad dovrebbe avere uno standard condiviso
Un esempio pratico: la struttura delle cartelle
Uno dei suggerimenti che ho condiviso riguarda l’organizzazione dei progetti al di fuori di Archicad, a partire dalla struttura delle cartelle sul server o in cloud.
Ecco una possibile configurazione:
- 00_INPUT – rilievi, richieste del cliente, normative
- 01_MODELLO – file .pln e versioni del modello Archicad
- 02_OUTPUT – esportazioni PDF, DWG, IFC
- 03_LAYOUT – tavole, legende, abachi
- 04_REVISIONI – storico delle modifiche
- 05_DOCUMENTAZIONE – contratti, note, comunicazioni
Questa struttura può essere salvata come cartella modello da duplicare all’inizio di ogni nuovo progetto.
Può evolversi nel tempo, adattandosi alle esigenze dello studio.
L’importanza del Template Archicad
Se lavori con Archicad, lo Standard di Studio si traduce in un Template.
E la buona notizia è che probabilmente ce l’hai già.
Ti basta prendere un progetto ben riuscito, duplicarlo, eliminare il modello e tenere:
- la struttura dei Piani
- gli Abachi principali
- i Layout e i Set di Pubblicazione
- i Preferiti (Porte, Finestre, Muri, Solai…)
Il Template va considerato come un work in progress.
Può essere aggiornato periodicamente – anche solo due volte all’anno – raccogliendo feedback dal team e aggiungendo nuove buone pratiche.
Leggi anche: Cos’è un Template Archicad?
Bonus: coinvolgere il team
Se il tuo studio è composto da più persone, organizza brevi momenti di formazione ogni volta che aggiorni il Template.
Questo favorisce la coerenza e riduce gli errori.
Il valore della condivisione e della formazione
Durante il podcast abbiamo anche riflettuto su quanto sia importante trasferire le competenze e condividere il metodo di lavoro.
Per esempio, il manuale BIM che si sviluppa all’interno del BIM Manager Program di Graphisoft serve proprio a questo: a spiegare come lo studio utilizza Archicad.
Uno standard ben definito facilita anche l’onboarding di nuovi collaboratori.
Permette a chi entra nel team di orientarsi velocemente e diventare operativo in poco tempo.
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Letture, ispirazioni e progetti futuri
Oltre al tema tecnico, c’è stato spazio anche per una chiacchierata sulle letture estive.
Io e Roberto condividiamo spesso consigli su libri legati al lavoro, al mindset o alla tecnologia.
Prossimamente sul mio blog uscirà una nuova recensione di un titolo molto utile per focalizzarsi su ciò che conta davvero nel lavoro quotidiano.
Tra i progetti futuri, ti anticipo che sto lavorando all’idea di introdurre delle dirette YouTube pensate come mini lezioni: un’ora in cui impari qualcosa di concreto.
Ma sto anche riflettendo sulla scrittura di manuali tecnici dedicati ad Archicad.
Conclusione
Il messaggio che vorrei lasciarti è semplice: non servono grandi rivoluzioni per migliorare il tuo modo di lavorare con Archicad.
Basta iniziare da una cartella ben strutturata o da un Template curato.
È un investimento piccolo ma dal ritorno enorme, in termini di tempo risparmiato, errori evitati e chiarezza per tutto il team.
Ti invito a scaricare gratuitamente il mio ebook sugli standard di studio dal blog, se non l’hai ancora fatto.

E, se vuoi approfondire il tema, puoi ascoltare la puntata completa del podcast Snap – Architettura imperfetta, episodio 314.
