Quando si parla di digitalizzazione del patrimonio immobiliare pubblico, il BIM non è solo una tecnologia: è una metodologia strategica. Strumenti come Archicad sono fondamentali per l’approccio BIM per Agenzia del Demanio.
Il documento BIM Method Statement dell’Agenzia del Demanio rappresenta un esempio concreto di come gestire il ciclo di vita di un immobile attraverso un approccio strutturato, interoperabile e conforme alle normative.
In questo articolo ti accompagno alla scoperta dei punti chiave del documento, mettendo in evidenza gli aspetti pratici che ogni professionista dovrebbe conoscere e applicare nei progetti BIM sviluppati con Archicad o altri software di BIM Authoring.
Indice
- Il concetto di “Patrimonio Digitale”
- Le regole per la creazione e organizzazione dei modelli
- Il contenuto informativo: Codifiche, Classificazioni e Livelli di Dettaglio
- Livelli di fabbisogno informativo
- Interoperabilità e uso del formato IFC
- Il ruolo della piattaforma ACDat e del repository upDATe
- Conclusioni: cosa imparare e come applicarlo nel tuo flusso di lavoro
Il concetto di “Patrimonio Digitale”
Il documento parte da un principio forte: trasformare il patrimonio fisico in patrimonio digitale, ovvero rappresentare immobili, impianti, arredi e documentazione tecnica in forma di modelli informativi coerenti, aggiornabili e interoperabili.
L’Agenzia si è dotata di una metodologia conforme alle normative italiane ed europee (UNI EN ISO 19650, UNI 11337, UNI EN ISO 7817-1), puntando su un approccio OpenBIM e sull’utilizzo sistemico dei dati durante tutte le fasi di vita del bene.
Le regole per la creazione e organizzazione dei modelli
Ogni modello viene sviluppato tenendo conto di tre livelli di scomposizione:
- Gerarchica: suddivisione in Aree, Beni, Fabbricati.
- Disciplinare: modelli architettonici, strutturali, impiantistici separati ma coordinati.
- Per stato: modelli separati per “stato di fatto”, “demolizioni”, “nuove costruzioni” e “restauri”.
Il rilievo viene effettuato attraverso nuvole di punti, che diventano la base per modellazioni 3D ad alta accuratezza.
È importante rispettare le tolleranze metriche indicate (es. ±10 mm per beni immobili) e usare coordinate condivise secondo il sistema WGS 84, con origine assoluta detta “Punto di Rilievo del Bene”.
Il contenuto informativo: Codifiche, Classificazioni e Livelli di Dettaglio
Il cuore della metodologia è rappresentato dalla strutturazione del contenuto informativo.
Le informazioni si dividono in:
- Geometriche
- Alfanumeriche
- Documentali
Ogni tipo di dato ha codifiche ben precise:
- Codifica dei modelli e delle nuvole di punti
- Codifica di elaborati, documenti, elementi e materiali
- PropertySet (PSet) definiti per ogni concetto (es. Fabbricato, Impianto, Spazio).
La Classificazione degli oggetti si basa su logiche coerenti e tracciabili, che permettono estrazioni automatiche e interoperabilità con altri strumenti.
Leggi anche: Accelerare lo sviluppo di un modello IFC conforme alla normativa
Livelli di fabbisogno informativo
L’Agenzia distingue tra:
- Livello Geometrico: livello di dettaglio del modello 3D
- Livello Alfanumerico e documentale: informazioni tecniche, gestionali e normative
- Informazioni da caricare su ACDat: alcune non sono nel modello IFC ma vanno gestite in cloud attraverso l’Ambiente di Condivisione Dati come veri e propri metadati

Interoperabilità e uso del formato IFC
La metodologia BIM dell’Agenzia si basa su formati aperti, in particolare IFC, come strumento di scambio tra modelli di disciplina e il modello federato finale.
L’interoperabilità è garantita tramite:
- Mappatura IFC coerente con la struttura informativa richiesta dal Demanio
- PropertySet dedicati e conformi allo scopo secondo i Livelli di Fabbisogno Informativo
- Codifiche uniformi per facilitare l’interscambio e i processi di Model Checking
È richiesto all’Operatore Economico (OE) l’utilizzo di Traduttori IFC personalizzati, che rispettino la struttura dei file secondo le specifiche dell’Agenzia.
Come sai Archicad è dotato di Traduttori IFC BIM che puoi configurare per esportare come richiesto dall’Agenzia del Demanio.
Leggi anche: Cos’è il formato IFC
Il ruolo della piattaforma ACDat e del repository upDATe
Tutti i dati vengono organizzati e archiviati nella piattaforma upDATe, che rappresenta l’Ambiente di Condivisione Dati (ACDat).
Le sue caratteristiche principali sono:
- Tracciabilità e controllo delle versioni
- Sicurezza e accessibilità differenziata per ruolo
- Supporto a tutte le fasi informative: In Lavorazione, Condiviso, Pubblicato, Archiviato.
La struttura delle cartelle riflette la logica “Bene – Fabbricato – Disciplina”, e ogni documento deve essere identificabile e interrogabile anche in assenza del modello geometrico.
Conclusioni: cosa imparare e come applicarlo nel tuo flusso di lavoro
Il documento dell’Agenzia del Demanio rappresenta uno standard evoluto, ma concreto, di gestione informativa.
Come professionista che lavora con Archicad, puoi trarne molti spunti per migliorare i tuoi progetti:
- Organizza sempre i tuoi modelli per livelli, stati e discipline
- Usa codifiche coerenti e sfrutta i PropertySet per strutturare le informazioni
- Lavora con nuvole di punti e coordinate condivise per garantire precisione
- Prepara Template e Traduttori IFC specifici per rispettare i requisiti informativi
- Gestisci dati e modelli in ambienti collaborativi con cicli di approvazione chiari
Questi elementi non solo migliorano la qualità del tuo lavoro, ma ti preparano anche a partecipare a gare pubbliche o collaborazioni con enti che adottano la metodologia openBIM in modo rigoroso.
Se vuoi approfondire sviluppare progetti Archicad BIM per Agenzia del Demanio all’interno di Archicad, ti consiglio il Template Accelerator creato dalla Napolitano Consulting Srl.
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