Ogni tool di AI ruota attorno al testo, i famosi prompt, qualcosa di semplice all’apparenza ma che deve essere strutturato e chiaro per ottenere i risultati sperati.
In questo articolo troverai gli ingredienti che aggiungo alla domanda di base che ho in mente per cucinare i miei prompt, fotografia del mio stato dell’arte all’inizio dell’ultimo trimestre del 2025, pertanto migliorabili nel corso del tempo ma penso ti siano utili come base di partenza.
Questo articolo fa parte della serie dedicata all’Intelligenza Artificiale in Architettura.
Se ti sei perso il primo episodio, leggi: Intelligenza Artificiale in Architettura: come sta cambiando il lavoro negli studi di progettazione
Indice
Cos’è il Prompt e perchè è così importante
Una delle caratteristiche che tendenzialmente viene trascurata quando si inizia a scrivere il prompt è indicare il ruolo che deve assumere chi virtualmente risponde alla richiesta.
Ad esempio, se voglio avere una bozza di mail da usare come risposta per un determinato argomento di lavoro, dovrò indicare di farlo:
“come se fossi un architetto con vent’anni di esperienza, progettista esperto e BIM specialist, con un occhio attento al contenimento dei costi di intervento, ai consumi energetici ed al comfort abitativo“
Chiaramente questo prompt deve esser declinato in base alle proprie esigenze.
Di certo non lo userei per farmi fare una bozza di mail per richiedere un appuntamento dal meccanico per far regolare il cambio della mia e-bike.
Un altro ingrediente che aggiungo nella ricetta dei miei prompt è indicare il formato di output di cui ho bisogno.
Rimanendo nell’esempio precedente, specifico che il testo di cui ho bisogno lo userò per una e-mail, col risultato di trovarmi la risposta già formattata con i canoni delle mail professionali.
Il Prompt nel lavoro dell’Architetto
A proposito di comunicazioni professionali, diventa importanti inserire delle restrizioni per limitare la risposta dell’AI.
Questo permette di mettere dei paletti evidenti per evitare le famose “allucinazioni”.
Oltre ad indicare quale tono deve avere la risposta (più o meno formale), ho ottenuto dei grandi benefici nelle mie ricerche indicando di usare solo fonti scientifiche e di esplicitare tramite link le fonti da cui ha raccolto i dati per formulare la risposta.
Ultima accortezza, consiglio di effettuare qualche esperimento utilizzando prompt in lingua inglese e confrontarli con gli stessi in lingua italiana: potresti scoprire una più o meno marcata differenza nei risultati.

Ottimizzare le risposte: contesto, lunghezza e dettaglio
Come avrai capito dalle indicazioni precedenti, quando si scrive il prompt non bisogna limitarsi alle parole delle singole domande che si hanno in testa.
Descrivi il contesto
Bisogna fornire più contesto possibile, come se stessimo descrivendo ad uno sconosciuto la situazione da cui è nata la domanda.
L’AI, se non sollecitata, non chiederà le informazioni mancanti ma colmerà le lacune facendo supposizioni, perché dovrà fare del suo meglio con le informazioni che le vengono fornite.
Se non si vuole fornire un contesto completo, si può obbligare l’AI a richiedere esplicitamente i necessari chiarimenti:
“Dimmi ciò che non ti è chiaro o ti risulti ambiguo nella richiesta fatta e chiedimi tutti i chiarimenti che ti servono con domande specifiche invece di fare supposizioni“.
Specifica il formato della risposta
La risposta alle domande che vengono poste all’AI di turno posso essere più lunghe di quello ci si aspetta e, a volte anche più lunghe del necessario, comportamento che possiamo inquadrare in “verbosità della risposta”.
Ad esempio ChatGPT-5 fornisce risposte di media lunghezza per impostazione predefinita.
Se però vuoi ottenere risposte molto più brevi o molto più dettagliate, basta dirglielo.
Prima di tutto, nel prompt, possiamo intervenire sul comportamento indicando la lunghezza desiderata della risposta inserendo queste parole in base alle necessità:
- “Dammi una risposta breve utilizzando 2 o 3 frasi al massimo”
- “Scrivi un testo di circa 300 parole”
- “Crea un articolo lungo, con un numero di circa 1500 parole, suddividendolo con sottotitoli adatti”
Oppure indicando nel prompt un livello di dettaglio.
Ad esempio per un livello sintetico di dettaglio possiamo chiedere un elenco puntato o un riassunto in poche righe.
Per un livello medio possiamo chiedere una spiegazione chiara con l’utilizzo di esempi.
Per un livello dettagliato possiamo chiedere un approfondimento con più sezioni, esempi, confronti e link ad articoli usati come fonti.
Errori comuni nel Prompting
Utilizzando gli strumenti di AI non è raro imbatterci nelle famose “allucinazioni”, o meglio, errori delle risposte fornite.
Ci sono alcuni aspetti da considerare in questi casi.
Gli LLM costruiscono frasi che risultino statisticamente più probabili e non bisogna pensare che le citazioni che vengono date siano esatte.
Limiti e regole sulle citazioni testuali in ChatGPT-5
ChatGPT-5 non può citare più di 25 parole testualmente da nessuna fonte.
Questo perchè evita di infrangere le regole del Fair Use e/o il Copyright che prevedono di non riportare testi da fonti protette oltre una breve citazione (in genere massimo 25 parole o comunque porzioni molto limitate), a meno che siano di pubblico dominio, l’autore abbia dato esplicito permesso oppure si tratti di testi con licenza libera.
Per evitare di cadere in errore con citazioni parafrasate o non esatte è sempre meglio chiedere di ricontrollare tutte le virgolette più lunghe di 25 parole, fornendo la fonte esatta e confermando se la citazione riportata sia testuale o no.
Pensa di più per rispondere meglio
Un altro aspetto che può ridurre di molto la generazione di errori è limitare la caratteristica degli strumenti AI di fornire la riposta nel più tempo breve possibile.
Anche noi umani messi sotto pressione possiamo commettere errori o imprecisioni, meglio mettere alla fine del prompt una frase di questo tipo:
“Prenditi il tempo che ti serve per rispondere“
Vedrai che ci metterà più tempo a fornire la risposta, limitando tantissimo la generazione di errori.
Se stai facendo una ricerca o un approfondimento su alcuni temi possiamo ancora aggiungere alla fine del prompt qualcosa del tipo:
“Ricontrolla le affermazioni confrontandole con la documentazione in internet e fornisci i relativi link delle fonti utilizzate“
In questo modo si riesce a seguire meglio la generazione del testo di risposta ed approfondire, sia per controllo che per cultura personale, le parti interessanti o che sembrano risultare imprecise o scorrette.
Un workflow AI efficace: avere un archivio di Prompt
Leggendo queste mie esperienze personali avrai notato che alcuni pezzi di prompt sono “ricorsivi” e che spesso si ottengono risultati migliori se si combinano tra loro.
Il mio consiglio finale è quello di creare un archivio di prompt.
Una vera e propria libreria se vogliamo, in cui vengono catalogati i prompt che hanno ottenuto i risultati migliori o che sono risultati più efficaci, suddivisi per necessità o per campo di intervento.
In questo modo, oltre a velocizzare l’immissione del prompt ed evitare errori di scrittura, si possono confrontare i miglioramenti delle risposte fornite col passare del tempo.
Questo articolo fa parte della serie Intelligenza Artificiale in Architettura
- Intelligenza Artificiale in Architettura: come sta cambiando il lavoro negli studi di progettazione
- Prompting per Architetti: come dialogare con l’AI per migliorare il progetto
- Nano Banana e la nuova era della visualizzazione architettonica con l’AI
- Ufficio di Architettura AI+: costruire un flusso di lavoro intelligente
- Intelligenza di Progetto: come l’AI ottimizza tempo, costi e flussi di lavoro
I link verranno aggiornati man mano che gli articoli della serie saranno pubblicati
